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SPIRITO SANTO

SPIRITO SANTO
"VIENI, .."

BUONA S. PASQUA

BUONA S. PASQUA
La Resurrezione di Gesù porti il Suo Amore nei nostri cuori

Nel Corpo e nel Sangue di Gesù

Ciascun uomo possa "sentire e gustare" la presenza di Gesù e Maria, SS. Madre della Pentecoste, nella propria vita, in ogni attimo della propria giornata.

Nella Vita e nella Parola di Gesù l'uomo trovi la sua vera dimensione e riesca ad esprimerla con Amore e Carità.

Silenzioso Dio

Fatima

Fatima
Cappella delle Apparizioni

S. Maria del Cammino





Il Papa venuto da lontano....

Il Papa venuto da lontano....
Dono di Dio per tutti gli uomini

lunedì 31 agosto 2009

31 ago. 2009 XXII Settimana del Tempo Ordinario

Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. Nessun profeta è bene accetto nella sua patria.
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:«Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Lc 4,16-30
Per un confronto personale
• Il programma di Gesù è quello di accogliere gli esclusi. Noi accogliamo tutti o escludiamo qualcuno? Quali sono i motivi che ci spingono ad escludere certe persone?
• Il programma di Gesù è veramente il nostro programma, il mio programma? Quali sono gli esclusi che dovremmo accogliere meglio nella nostra comunità? Chi o cosa ci dà la forza per svolgere la missione dataci da Gesù?

Preghiera per gli amici nella sofferenza. Preghiera di Papa Giovanni Paolo II.

Padre misericordioso, Signore della vita e della morte. Il nostro destino è nelle tue mani. Guardaci con bontà e guida la nostra esistenza con la Tua Provvidenza, piena di sapienza e di amore. Ravviva in noi, o Signore, la luce della fede affinché accettiamo il mistero di questo intenso dolore, e crediamo che il tuo amore è più forte della morte. Guarda, o Signore, con bontà l'afflizione di coloro che piangono la morte di persone care: figli, padri, fratelli, parenti, amici. Sentano essi la presenza di Cristo che consolò la vedova di Naim e le sorelle di Lazzaro, perché Egli è la risurrezione e la vita. Trovino il conforto dello Spirito, la ricchezza del tuo amore, la speranza della tua provvidenza che apre sentieri di rinnovamento spirituale e assicura a quelli chi lo amano un futuro migliore. Aiutaci a imparare da questo mistero di dolore che siamo pellegrini sulla terra, che dobbiamo essere sempre preparati, perché la morte può giungere all'improvviso. Ricordaci che dobbiamo seminare sulla terra ciò che raccoglieremo moltiplicato nella gloria, affinché viviamo guardando sempre a Te, Padre e Giudice dei vivi e dei morti, che alla fine ci giudicherai nell'amore. Ti ringraziamo, Padre, perché nella fede il dolore ci avvicina di più a Te, e in esso cresce la fratellanza e la solidarietà di tutti coloro che aprono il cuore al prossimo bisognoso. Da questo luogo che conserva i resti mortali di tanti nostri fratelli ascolta la nostra preghiera: «Dà loro, o Signore, il riposo eterno e risplenda per essi la luce perpetua. Riposino in pace. E a noi che continuiamo a vivere, pellegrini in questa valle di lacrime, dà la speranza di riunirci a te, nella tua casa paterna, dove Tuo Figlio Gesù ci ha preparato un posto e la Vergine Maria ci guida verso la comunione dei Santi. Amen.

domenica 30 agosto 2009

30 ago 2009 XXII Domenica del Tempo ordinario

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:“Questo popolo mi onora con le labbra,ma il suo cuore è lontano da me.Invano mi rendono culto,insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».Mc 7,1-8.14-15.21-23

E' l'ora della preghiera. Di Giovanni Paolo II

Quanti in Europa, uomini e donne, sono aperti ai valori religiosi, avvertono quasi inflitte nella propria carne le ferite della guerra: l'angoscia, la solitudine, l'impotenza, il pianto, il dolore, la morte. Forse anche la disperazione. Ci siamo convinti ancor più fortemente che questi mali sono qualcosa che pesa sulle nostre spalle, che opprime i nostri cuori. Davanti a una simile tragedia non si può restare indifferenti; non si può dormire. Dobbiamo vegliare e pregare come il Signore Gesù nell'Orto degli Ulivi, quando portava su di sé tutti i nostri peccati sino a sudare sangue. Cristo è in agonia sino alla fine del mondo, e noi vogliamo accompagnarlo, questa notte, vegliando e pregando. I conflitti che sorgono intorno a noi, la fame, le privazioni, gli stenti che affliggono e tormentano tanti esseri umani da un capo all'altro del mondo, sono una sfida per tutti coloro che si professano seguaci di Cristo. Tante sciagure non sono forse il riflesso di quella lotta che oppone il male al bene, che contrappone ad una società basata sull'egoismo e sulla cupidigia la civiltà dell'amore? Cristo ci chiama a non lasciarci vincere dal male, ma a vincere con il bene il male, a costruire una civiltà in cui regni supremo l'amore, e che ponga in primo piano 9 rispetto dell'«altro».

sabato 29 agosto 2009

29 ago 2009 Sabato della XXI Settimana del Tempo Ordinario - Martirio di San Giovanni Battista

Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista
In quel tempo, Erode aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode: “Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello”. Per questo Erodiade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodiade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: “Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò”. E le fece questo giuramento: “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno”. La ragazza uscì e disse alla madre: “Che cosa devo chiedere?”. Quella rispose: “La testa di Giovanni il Battista”. Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: “Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista”. Il re ne fu rattristato; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. E subito mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa [di Giovanni]. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.Mc 6,17-29
Per un confronto personale (a cura dei Padri Carmelitani)
• Conosci casi di persone che sono morte vittime della corruzione e del dominio dei potenti? E qui tra di noi, nella nostra comunità e nella Chiesa, ci sono vittime di autoritarismo e di eccesso di potere? Dà un esempio.
• Superstizione, corruzione, viltà, marcavano l'esercizio del potere di Erode. Paragonalo con l'esercizio del potere religioso e civile oggi, sia nei vari livelli sia della società che della Chiesa.

Preghiera Giovanni Paolo II - Preghiera sulla tomba di Santiago de Compostela.

Siamo qui, di nuovo, davanti alla tua tomba: veniamo qui come pellegrini di tutti i cammini del mondo, per onorare la tua memoria e implorare la tua protezione. Viene con me una folla immensa di giovani, da ogni parte della terra. Siamo qui, ora, raccolti e uniti nella tua presenza. Camminiamo verso la fine di un millennio che vogliamo sigillare col sigillo di Cristo. Per il nostro pellegrinaggio abbiamo bisogno del tuo ardore e della tua audacia. Dona a noi, testimoni del Vangelo, la forza di amare sempre la vita. Tu, che sei il patrono dei pellegrini, guida il nostro pellegrinaggio cristiano. 1 popoli sono venuti qui da lontano: ora tu vieni con noi all'incontro di tutti i popoli. Con te vogliamo dire a tutte le genti dell'Europa e del mondo che Cristo è ora e per sempre Via, Verità e Vita.

venerdì 28 agosto 2009

28 ago Venerdì della XXI Settimana del Tempo Ordinario - S. Agostino

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».Mt 25,1-3

Preghiera per i giovani nel mondo. Giovanni Paolo II

Dio, nostro Padre, Ti affidiamo i giovani e le giovani del mondo, con i loro problemi, aspirazioni e speranze. Ferma su di loro il tuo sguardo d'amore e rendili operatori di pace e costruttori della civiltà dell'amore. Chiamali a seguire Gesù, tuo Figlio. Fa' loro comprendere che vale la pena di donare interamente la vita per Te e per l'umanità. Concedi generosità e prontezza nella risposta. Accogli, Signore, la nostra lode e la nostra preghiera anche per i giovani che, sull'esempio di Maria, Madre della Chiesa, hanno creduto alla tua parola e si stanno preparando ai sacri Ordini, alla professione dei consigli evangelici, all'impegno missionario. Aiutali a comprendere che la chiamata che Tu hai dato loro è sempre attuale e urgente. Amen!

giovedì 27 agosto 2009

27 ago.2009 Giovedì della XXI Settrimana del Tempo Ordinario S. Monica

Tenetevi pronti.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti». Mt 24,42-5

Preghiere per i genitori. Preghiera di Giovanni Paolo II.

Guida, o Cristo, nella verità i padri e le madri di famiglia: spronati e fortificati dalla grazia sacramentale del Matrimonio e consapevoli di essere sulla terra il segno visibile del tuo indefettibile amore per la Chiesa, sappiano essere sereni e decisi nell'affrontare con coerenza evangelica le responsabilità della vita coniugale e dell'educazione cristiana dei figli. Guida, o Cristo, nella verità i giovani della parrocchia: che non si lascino attrarre dai nuovi idoli, quali il consumismo ad oltranza, il benessere ad ogni costo, il permissivismo morale, la violenza protestataria, ma vivano con gioia il tuo messaggio, che è il messaggio delle Beatitudini, il messaggio dell'amore verso Dio e verso il prossimo, il messaggio dell'impegno morale per la trasformazione autentica della società. Guida, o Cristo, nella verità tutti i fedeli della parrocchia: che la fede cristiana animi tutta la loro vita e li faccia diventare, di fronte al mondo, coraggiosi testimoni della tua missione di salvezza, membri coscienti e dinamici della Chiesa, lieti di essere figli di Dio e fratelli, con Te, di tutti gli uomini! Guidaci, o Cristo, nella verità! Sempre!

mercoledì 26 agosto 2009

26 ago 2009 Mercoledì della XXI Settimana del Tempo Ordinario

Siete figli di chi uccise i profeti.
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».Mt 23,27-32
Per un confronto personale (a cura dei Padri Carmelitani)
• Ancora due espressioni ‘Guai a voi’, ma due motivi per ricevere una critica severa da parte di Gesù. Quale dei due è in me?
• Qual è l’immagine di me che cerco di presentare agli altri? Corrisponde a ciò che di fatto sono davanti a Dio?

Preghiera per gli uomini del nostro tempo.

Vergine Santa, in questo mondo in cui è presente ancora l'eredità del peccato del primo Adamo, che spinge l'uomo a nascondersi davanti al Volto di Dio e a rifiutare persino di guardarlo, noi preghiamo perché si aprano le vie al Verbo Incarnato, al Vangelo del Figlio dell'uomo, tuo dilettissimo Figlio. Per gli uomini di questo nostro tempo, così progredito e così travagliato, per gli uomini di ogni civiltà e lingua, di ogni cultura e razza, ti chiediamo, o Maria, la grazia di una sincera apertura di spirito e di un attento ascolto della Parola di Dio. Ti chiediamo, o Madre degli uomini, la grazia per ogni essere umano di saper accogliere con riconoscenza il dono della figliolanza che il Padre offre gratuitamente a tutti nel suo e tuo Figlio diletto. Ti chiediamo, o Madre della speranza, la grazia dell'ubbidienza della fede, unica vera ancora di salvezza. Ti preghiamo, Vergine fedele, perché tu, che precedi i credenti nell'itinerario della fede qui in terra, protegga il cammino di quanti si sforzano di accogliere e seguire Cristo, Colui che è, che era e che viene, Colui che è la via, la verità e la vita. Aiutaci, o clemente, o pia e dolce Madre di Dio, o Maria!

martedì 25 agosto 2009

25 ago 2009 Martedì della XXI Settimana del T.O

Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».Mt 23,23-26
Per un confronto personale - a cura dei Padri Carmelitani
• Sono due espressioni di 'Guai a voi...', due motivi per ricevere una critica da parte di Gesù. Quale dei due si applica a me?
• Osservanza e gratuità: quali delle due si applica in me?

Preghiera per gli uomini del nostro tempo. - Giovanni Paolo II

Vergine Santa, in questo mondo in cui è presente ancora l'eredità del peccato del primo Adamo, che spinge l'uomo a nascondersi davanti al Volto di Dio e a rifiutare persino di guardarlo, noi preghiamo perché si aprano le vie al Verbo Incarnato, al Vangelo del Figlio dell'uomo, tuo dilettissimo Figlio. Per gli uomini di questo nostro tempo, così progredito e così travagliato, per gli uomini di ogni civiltà e lingua, di ogni cultura e razza, ti chiediamo, o Maria, la grazia di una sincera apertura di spirito e di un attento ascolto della Parola di Dio. Ti chiediamo, o Madre degli uomini, la grazia per ogni essere umano di saper accogliere con riconoscenza il dono della figliolanza che il Padre offre gratuitamente a tutti nel suo e tuo Figlio diletto. Ti chiediamo, o Madre della speranza, la grazia dell'ubbidienza della fede, unica vera ancora di salvezza. Ti preghiamo, Vergine fedele, perché tu, che precedi i credenti nell'itinerario della fede qui in terra, protegga il cammino di quanti si sforzano di accogliere e seguire Cristo, Colui che è, che era e che viene, Colui che è la via, la verità e la vita. Aiutaci, o clemente, o pia e dolce Madre di Dio, o Maria!

lunedì 24 agosto 2009

24 ago 2009

Ecco un Israelita in cui non c’è falsità.
In quel tempo, Filippo incontrò Natanaele e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret”. Natanaele esclamò: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?”. Filippo gli rispose: “Vieni e vedi”. Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”. Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”. Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”. Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.Gv 1,45-51
Per un confronto personale (a cura dei Padri carmelitani)
• Qual è il titolo di Gesù che più ti piace? Perché?
• Hai avuto un intermediario tra te e Gesù?

Preghiera per la famiglia di Giovanni Paolo II

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, \"nato da Donna\", e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa' che la tua grazia guidi i pensieri e le pene dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. Fa' che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell'amore. Fa' che l'amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie. Fa' infine, te lo chiediamo per intercessione della Sacra Famiglia di Nazareth, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia. Tu che sei la Vita, la Verità e l'Amore, nell'unità del Figlio e dello Spisito Santo. Amen Joannes Paulus PPII

domenica 23 agosto 2009

23 ago.2009 Domenica della XXI Settimana del Tempo Ordinario - S. Rosa da Lima

Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».Gv 6,60-69

Cristo speranza dell'uomo di Giovanni Paolo II

Siamo chiamati ad avanzare, a fare avanzare il mondo, come «luce del mondo» e «sale della terra». I cristiani non possono avere, nella storia, un ruolo di retroguardia o di involuzione: il Vangelo che essi hanno tra le mani, le parole e gli esempi di Cristo che in esso sono registrati, devono renderli nonostante tutte le loro umane debolezze, uomini di avanguardia e di speranza. Sappiamo che la storia, pur con i suoi alti e bassi, è avviata verso il definitivo trionfo di Cristo. In nostro potere è di corrispondere, giorno per giorno, a quel continuo aumento di grazia, che Dio, nella sua infinita bontà, vuole donarci, per farci avanzare senza soste né inciampi verso il Regno di Dio.

sabato 22 agosto 2009

22 ago.2009 Sabato della XX Settimana del tempo Ordinario - Beata Vergine Maria Regina

Dicono e non fanno.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». Mt 23,1-12
Per un confronto personale. A cura dei Padri Carmelitani
• Quali sono i motivi che ho per vivere e lavorare in comunità?
• La comunità, come mi aiuta a correggere e migliorare le mie motivazioni?

Lavoro e dignità della donna. Preghiera per la donna di Giovanni Paolo II.

Nel mutato contesto sociale, la donna deve impegnarsi a riscoprire e riaffermare le ragioni profonde della sua femminilità. II lavoro, quale personale partecipazione alla trasformazione della creazione e fonte di dignitoso sostentamento, non deve togliere alla donna, sposa e madre, la possibilità di compiere le funzioni sociali e familiari che le sono proprie, perché soltanto in questa maniera essa attua la sua vocazione umana anche sotto l'aspetto della femminilità. Un'occupazione che restringesse gli ambiti della donna e finisse per portarla fuori dal suo ruolo d'amore, impedendole una compiuta realizzazione di sé, priverebbe la comunità umana e cristiana di una protagonista indispensabile alla sua evoluzione e alla sua crescita di civiltà.

venerdì 21 agosto 2009

21ago. 2009 Venerdì della XX Settimana del Tempo Ordinario - S. Pio X

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».Mt 22,34-40
Per un confronto personale ( a cura dei Padri Carmelitani)
1.L’amore per Dio e per il prossimo è per te solo un vago sentimento, un’emozione, un moto passeggero o una realtà che afferra tutta la tua persona: cuore, volontà, intelligenza e tratto umano?
2.Tu sei stato creato per amare. Sei consapevole che la tua realizzazione avviene nell’amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente? Tale amore richiede un riscontro di carità per i fratelli e le loro situazioni esistenziali. Lo vivi nella pratica quotidiana?

Preghiere Giovanni Paolo II, la Preghiera per l'amore delle verità.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli. Sì. Tu, Cristo, parli a noi per mezzo dei testimoni della tua passione e risurrezione. Tu parli per mezzo di Pietro e degli Apostoli. Tu parli anche per mezzo di quei Protomartiri che, in maggioranza, hanno creduto, benché non avessero visto. E dopo aver creduto hanno dato la vita per Cristo. Noi siamo eredi di questa testimonianza. Dobbiamo essere degni di una tale eredità! Cerchiamo la sua sorgente nella Sacra Scrittura: «Facci comprendere le Scritture». Tu ci parli in esse. E benché non vediamo te in persona, tuttavia nelle Scritture troviamo sempre la stessa sorgente della fede. Tu ci parli in esse. Signore, arde il nostro cuore! Arde il cuore! Permettici di amare la verità, la verità della tua Passione e della tua Risurrezione! Permettici di vivere nel soffio del tuo mistero pasquale.

giovedì 20 agosto 2009

20 ago.2009 Giovedì della XX Settimana del tempo Ordinario - San Bernardo di Chiaravalle

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».Mt 22,1-14
Per un confronto personale (a cura dei padri Carmelitani)
• Quali sono le persone che sono normalmente invitate alle nostre feste? Perché? Quali sono le persone che non sono invitate alle nostre feste? Perché?
• Quali sono i motivi che oggi limitano la partecipazione di molte persone nella società e nella chiesa? Quali sono i motivi che certe persone addicono per escludersi dal dovere di partecipare alla comunità? Sono motivi giusti?

Preghiera per la comunita, Giovanni Paolo II.

O Gesù, Buon Pastore, suscita in tutte le comunità parrocchiali sacerdoti e diaconi, religiosi e religiose, laici consacrati e missionari, secondo le necessità del mondo intero, che tu ami e vuoi salvare. Ti affidiamo in particolare la nostra comunità; crea in noi il clima spirituale dei primi cristiani, perché possiamo essere un cenacolo ci~ preghiera in amorosa accoglienza dello Spirito Santo e dei suoi doni. Assisti i nostri pastori e tutte le persone consacrate. Guida i passi di coloro che hanno accolto generosamente la tua chiamata e si preparano agli ordini sacri o alla professione dei consigli evangelici. Volgi il tuo sguardo d'amore verso tanti giovani ben disposti e chiamali alla tua sequela. Aiutali a comprendere che solo in te possono realizzare pienamente se stessi. Nell'affidare questi grandi interessi del tuo Cuore alla potente intercessione di Maria, madre e modello di tutte le vocazioni, ti supplichiamo di sostenere la nostra fede nella certezza che il Padre esaudirà ciò che tu stesso hai comandato di chiedere. Amen.

mercoledì 19 agosto 2009

19 ago.2009 Mercoledì della XX settimana del Tempo Ordinario

Sei invidioso perché io sono buono?
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».Mt 20,1-16
Per un confronto personale - a cura dei Padri Carmelitani.
• Quelli dell'undecima ora arrivano, hanno vantaggi e ricevono priorità nella fila d'entrata del Regno di Dio. Quando tu aspetti due ore in fila, ed arriva una persona che senza dir nulla ti si mette davanti, tu l'accetteresti? Le due situazioni sono paragonabili?
• L'azione di Dio supera i nostri calcoli e il nostro modo umano di agire. Lui sorprende e a volte è scomodo. E' successo a volte nella tua vita? Che lezione ne hai tratto?

Preghiera Dio di tenerezza e compassione.Giovanni Paolo II

Dio onnipotente ed eterno, Padre dei poveri, conforto dei malati, speranza dei moribondi, il tuo amore guida ciascun momento della nostra vita. Innalziamo a te in preghiera le nostre menti e i nostri cuori. Ti rendiamo gloria per il dono della vita umana e specialmente per la promessa di vita eterna. Sappiamo che sei sempre vicino agli afflitti, ai poveri, e a tutti i deboli e a coloro che soffrono. O Dio di tenerezza e compassione, accetta le preghiere che ti offriamo per i nostri fratelli e sorelle ammalati. Accresci la loro fede e la fiducia in te. Confortali con la tua amorevole presenza e, se questa è la tua volontà, ridai loro salute, dà loro rinnovata forza nel corpo e nell'anima. O Padre amorevole, benedici coloro che stanno morendo, benedici tutti coloro che tra poco ti incontreranno faccia a faccia. Noi crediamo che tu hai reso la morte la porta per la vita eterna. Mantieni nel tuo amore i nostri fratelli e sorelle in fin di vita, e portali al sicuro a casa nella vita eterna insieme a te. O Dio, fonte di ogni forza, custodisci e proteggi coloro che si prendono cura degli ammalati e assistono chi sta morendo. Dà loro uno spirito coraggioso e gentile. Sostienili nei loro sforzi per dare conforto e sollievo. Fa' di loro un segno ancor più radiante del tuo amore trasfiguratore. O Signore di vita e Fondamento della nostra speranza, riversa la tua abbondante benedizione su tutti coloro che vivono e lavorano e muoiono al Nirmal Hriday. Colmali della tua pace e della tua grazia. Mostra loro di essere un Padre amorevole, un Dio di misericordia e di compassione. Amen.

martedì 18 agosto 2009

18 ago 2009 Martedì della XX Settimana del Tempo Ordinario

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».Mt 19,23-30
Per un confronto personale ( a cura dei Padri Carmelitani)
• Abbandonare case, fratelli, sorelle, padre, madre, figli, campi in nome di Gesù. Come avviene questo nella tua vita? Cosa hai già ricevuto in cambio?
• Oggi, la maggior parte dei paesi poveri non è di religione cristiana, mentre la maggioranza dei paesi ricchi sì. Come si applica oggi il detto del cammello che non passa per la cruna di un ago?

Fiducia nella storia, pensiero di Giovanni Paolo II.

Il primo fondamento della nostra fiducia nella storia è la fede nella Provvidenza di Dio e nel suo amore. La sua mano onnipotente e misericordiosa sostiene, invisibile, lo svolgersi del tempo dal primo giorno della sua creazione. Anche quando il male si diffonde e sembra prevalere, non è lecito disperare. Se la storia ci appare nel suo aspetto sinistro come luogo di sofferenza, di disgrazie, di sconfitte e di morte, ricordiamoci che la Scrittura ci assicura ripetutamente che verrà il giorno in cui Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.

lunedì 17 agosto 2009

17 ago. 2009 Lunedì della XX Settimana del Tempo Ordinario

Se vuoi essere perfetto, vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo.
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze. Mt 19,16-22
Per un confronto personale (a cura dei Padri Carmelitani")
• Una persona che vive preoccupata per la sua ricchezza o con l'acquisto di beni che la propaganda del consumismo le offre, potrà liberarsi da tutto questo per seguire Gesù e vivere in pace in una comunità cristiana? É possibile? Cosa ne pensi?
• Cosa significa per noi oggi: "Va, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri"? É possibile fare questo letteralmente? Conosci qualcuno che è riuscito a lasciare tutto per il Regno?

Preghiera con i Giovani. Giovanni Paolo II.

Madonna Nera della «Chiara Montagna», volgi il tuo sguardo materno ai giovani di tutto il mondo, a chi già crede nel tuo Figlio e a chi non l'ha ancora incontrato sul suo cammino. Ascolta, o Maria, le loro aspirazioni, chiarisci i loro dubbi, da' vigore ai loro propositi, fa' che vivano in se stessi i sentimenti di un vero «spirito da figli», per contribuire efficacemente all'edificazione di un mondo più giusto. Tu vedi la loro disponibilità, tu conosci il loro cuore. Tu sei Madre di tutti! In questa collina di luce, dove forte è l'invito alla fede e alla conversione del cuore, Maria vi accoglie con Materna premura. Madonna «dal dolce volto», ella distende da questo antico Santuario il suo sguardo vigile e provvidente su tutti i popoli del mondo, desideroso di pace. Di questo mondo voi, giovani, siete l'avvenire e la speranza. Proprio per questo Cristo ha bisogno di voi: per far giungere in ogni angolo della terra il Vangelo della salvezza. Siate disposti e pronti a compiere tale missione con vero «spirito di figli». Siate gli apostoli, siate i messaggeri generosi della soprannaturale speranza che dà nuovo slancio al cammino dell'uomo

domenica 16 agosto 2009

La Moltitudine...Padre Girolamo Maria Morreale s.j

Ringraziamo tantissimo la Compagnia Maria Santissima Assunta per averci autorizzato a pubblicare sul nostro blog "Uomini per gli altri" la presentazione del loro Fondatore, P. Girolamo Maria Morreale s.j, Sacerdote della Compagnia di Gesù, emerito figlio di S. Ignazio di Loyola, Maestro del discernimento spirituale.
Il Gesuita P. Girolamo operò per lungo tempo a Caltanissetta, dove assieme ai suoi confratelli fino all’ultimo minuto di permanenza della Comunità nella città si distinse come Direttore di anime, come sorgente di “acqua viva” in tante situazioni che resero indispensabile la presenza dei figli di S. Ignazio di Loyola nella diocesi. Il ritiro della Comunità da parte dei Superiori, nonostante le proteste dei fedeli e del Vescovo della Diocesi di Caltanissetta fu un provvedimento irrevocabile.
Ma lo Spirito del Signore sempre più presente nella storia di ogni sua creatura, aveva già ispirato P. Girolamo alla formazione diretta delle religiose della Compagnia Maria Santissima Assunta, che rimasero le depositarie della spiritualità Ignaziana nella città di Caltanissetta.
P. Morreale s.j , indiscutibilmente, ha offerto con generosità tutta la sua vita a Dio Padre ed alla Vergine Maria, che sarà lungo il corso della sua vita, la sua "Stella Polare", Madre amata con tutta la forza del Suo Cuore, all'umanità intera lasciando una calorosa, profonda testimonianza di Fede, di abbandono nel Signore..,di Amore Vero..per tutti gli uomini. Restiamo riconoscenti per la collaborazione offertaci dalle religiose e restiamo disponibili per qualsiasi modifica o aggiornamenti che la Comunità volesse suggerire.
Il Padre Morreale, possiamo dire uomo del nostro tempo, ha lasciato il Suo enorme patrimonio nel cuore di tutti gli appartenenti alla Comunità religiosa, a cui auguriamo sentitamente di continuare a fare "germogliare" i semi già piantati dal Padre e di "piantare" e fare crescere quelli che non è arrivato a fare nascere, perché il Signore Gesù l'ha chiamato a sé.
A padre Girolamo s.j. ,che ha conosciuto le particolari problematiche emergenti ed ora ben definite nel nostro millennio chiediamo di pregare perché l'uomo ritrovi la sua vera identità di Figlio di Dio e riesca ad entrare nel Sacro Cuore di Maria SS., Madre di Gesù e Madre di tutta l'umanità, per radicarvi tutta la sua esistenza.
Andate su http://uominiperglialtri.blogspot.com/2009/08/padre-girolamo-maria-morreale-sj.html
/ Vi invitiamo a visitare il Post e lasciare le vostre riflessioni....tutto quello che rimane nel vostro cuore... dopo avere letto... , sulla sezione "commenti" . Grazie.

16 ago. 2009 Domenica della XX Settimana del Tempo Ordinario

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gv 6,51-58

Padre amore e vita.Preghiera di Giovanni Paolo II

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra. Padre, che sei Amore e Vita, fa' che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio Gesù Cristo, «nato da Donna» e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa' che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. Fa' che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell'amore. Fa' che l'amore, rafforzato dalla grazia del Sacramento del Matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie. Fa', infine, te lo chiediamo per intercessione della Sacra Famiglia di Nazaret, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia. Per Cristo nostro Signore, che è la via, la verità e la vita nei secoli dei secoli. Amen.

sabato 15 agosto 2009

15 Agosto....

La Festa della Beata Maria Assunta in Cielo coincide con la festa del ferragosto, che tradizionalmente rappresenta il momento culminante delle ferie estive. Tra un falò sulla spiaggia, un tuffo nell'immenso mare... tra le meravigliose attrattive dei centri turistici tra le splendide montagne dei paesaggi naturali...troviamo almeno un' attimo per alzare gli occhi al cielo e vivere la grande festa che si svolge lassù nella ricorrenza dell'Assunzione di Maria SS.
Anche "l'intimo spirituale" del nostro cuore vuole la sua parte...


Buona Festa dell'Assunta
e
Buon Ferragosto a tutti.

15 ago 2009 Sabato della IX settimana del Tempo Ordinario - Assunzione della Beata Vergine Maria

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signoree il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,perché ha guardato l’umiltà della sua serva.D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotentee Santo è il suo nome;di generazione in generazione la sua misericordiaper quelli che lo temono.Ha spiegato la potenza del suo braccio,ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;ha rovesciato i potenti dai troni,ha innalzato gli umili;ha ricolmato di beni gli affamati,ha rimandato i ricchi a mani vuote.Ha soccorso Israele, suo servo,ricordandosi della sua misericordia,come aveva detto ai nostri padri,per Abramo e la sua discendenza, per sempre».Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Lc 1,39-56
Alcune domande per meditare: (a cura dei Padri Carmelitani)
- La mia preghiera è innanzitutto espressione d'un sentimento o celebrazione e riconoscimento dell'azione di Dio?
- Maria è raffigurata come la credente nella Parola del Signore. Quanto tempo dedico all'ascolto della Parola di Dio?
- La tua preghiera si alimenta alla Bibbia, come ha fatto Maria? Oppure sono dedito al devozionalismo che produce a getto continuo preghiere incolori e insapori? Sei convinto che ritornare alla preghiera biblica è sicurezza di trovare un alimento solido, scelto da Maria stessa?
- Sei nella logica del Magnificat che esalta la gioia del dare, del perdere per trovare, dell'accogliere, la felicità della gratuità, della donazione?

Preghiera a Maria di Giovanni Paolo II

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria, raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l'innocenza dei bambini, la generosità e l'entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l'amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell'apostolato e nelle opere di misericordia. E Tu, o Vergine Santa, fa' di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

venerdì 14 agosto 2009

14 ago.2009 Venerdì della XIX Settimana del Tempo Ordinario - S. Massimiliano Maria Kolbe

Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.


In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».Mt 19,3-12
Per un confronto personale (a cura dei Padri Carmelitani)
• Per quanto riguarda il matrimonio sappiamo accogliere l’insegnamento di Gesù con animo semplice senza adattarlo alle nostre legittime scelte di comodo?
• Il brano evangelico ci ha ricordato che il disegno del Padre sull’uomo e sulla donna è un mirabile progetto d’amore. Sei consapevole che l’amore ha una legge imprescindibile: comporta il dono totale e pieno della propria persona all’altro?

Preghiera per la famiglia di Giovanni Paolo II

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, \"nato da Donna\", e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa' che la tua grazia guidi i pensieri e le pene dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. Fa' che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell'amore. Fa' che l'amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie. Fa' infine, te lo chiediamo per intercessione della Sacra Famiglia di Nazareth, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia. Tu che sei la Vita, la Verità e l'Amore, nell'unità del Figlio e dello Spisito Santo. Amen Joannes Paulus PPII

giovedì 13 agosto 2009

13 ago.2009 Giovedì della XIX Settimana del Tempo ordinario

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. Mt 18,21-19,1
Per un confronto personale ( a cura dei Padri Carmelitani)
• Perdonare. C'è gente che dice: "Perdono, ma non dimentico!" E io? Sono capace di imitare Dio?
• Gesù dà l'esempio. Nell'ora della morte chiede perdono per i suoi assassini (Lc 23,34). Sono capace di imitare Gesù?

Civiltà con l'anima, di Giovanni Paolo II.

Nessuna esperienza politica, nessuna forma di democrazia può sopravvivere, se viene meno l'appello ad una comune moralità di base. Nessuna legge scritta è sufficiente a garantire la convivenza umana, se non trae la sua intima forza da un fondamento morale. Una società che smarrisce la dimensione spirituale e religiosa vedrebbe i propri valori svuotarsi del loro contenuto più vero. Il progresso economico si rivelerebbe illusorio. Il dilagante conformismo dei desideri e dei comportamenti sta plasmando una civiltà uniforme, appiattita, sazia di benessere, ma povera di slanci ideali e di speranze, una civiltà povera di anima. L'insidia più grave di tale processo sta proprio nella tendenza a soffocare il respiro trascendente della cultura, impoverendola, livellandola, svuotandola di energia. Una città è ricca quanto è ricca la sua cultura, poiché le città sono unità viventi, che incorporano una memoria, custodiscono un'anima, vantano una loro genialità ed una loro specifica vocazione. Le città possono diventare fontane inesauribili, libri vivi, fari di luce per il cammino delle nuove generazioni.

mercoledì 12 agosto 2009

12 ago.2009 XIX Settimana del Tempo Ordinario

Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».Mt 18,15-20
Per un confronto personale ( a cura dei Padri Carmelitani)
• Perché è così difficile perdonare? Nella nostra comunità c'è un po' di spazio per la riconciliazione? In che modo?
• Gesù disse: "Perché dove due o tre sono riuniti del mio nome, io sono in mezzo a loro". Cosa significa questo per noi oggi?

Gesù nostra pace.Preghiere Giovanni Paolo II

Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.
Gesù Cristo! Figlio dell'Eterno Padre, Figlio della Donna, Figlio di Maria, non ci lasciare in balìa della nostra debolezza e della nostra superbia! O Pienezza Incarnata! Sii Tu nell'uomo terreno! Sii Tu il nostro Pastore! Sii la nostra Pace! Rendici pescatori di uomini Signore Gesù, come un giorno hai chiamato i primi discepoli per farne pescatori di uomini, così continua a far risuonare anche oggi il tuo dolce invito: «Vieni e seguimi»! Dona ai giovani e alle giovani la grazia di rispondere prontamente alla tua voce! Sostieni nelle loro fatiche apostoliche i nostri Vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate. Dona perseveranza ai nostri seminaristi e a tutti coloro che stanno realizzando un ideale di vita totalmente consacrata al tuo servizio. Risveglia nelle nostre comunità l'impegno missionario. Manda, Signore, operai nella tua messe e non permettere che l'umanità si perda per mancanza di pastori, di missionari, di persone votate alla causa del Vangelo. Maria, Madre della Chiesa, modello di ogni convocazione, aiutaci a rispondere di «sì» al Signore che ci chiama a collaborare al disegno divino di salvezza. Amen.

martedì 11 agosto 2009

11 ago 2009 Martedì della XIX Settimana del Tempo Ordinario - S.Chiara

Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli.

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».Mt 18,1-5.10.12-14
Per un confronto personale
• Chi sono le persone più povere del nostro quartiere? Essi partecipano alla nostra comunità? Si sentono bene o trovano in noi un motivo per allontanarsi?
• Dio Padre vuole che nessuno dei piccoli si perda. Cosa significa questo per la nostra comunità?

Cristo perdonaci. Preghiera di Giovanni Paolo II

O Cristo! Crocifisso e Risorto! Ti ringraziamo! Ti chiediamo perdono: per ogni male, che si afferma nel cuore umano e nel mondo; per ogni bene trascurato in quest'Anno ti chiediamo perdono! Ti adoriamo nella tua risurrezione! Come l'Apostolo Tommaso, che all'inizio non credette alla tua risurrezione, tocchiamo i segni della nostra Redenzione sulle tue mani, sui tuoi piedi, nel tuo costato, mentre con viva fede esclamiamo: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv 20,28). Accogli questo grido: questo messaggio pasquale della Chiesa. Che esso risuoni con una vasta eco nei saluti di gioia pronunciati nelle diverse lingue, nelle quali i tuoi seguaci per tutto l'orbe terrestre professano e proclamano-la fede nella Risurrezione.

lunedì 10 agosto 2009

La notte di S.Lorenzo

Astronomia
È la notte di San Lorenzo: ecco la guida per i cacciatori di stelle
Questo lunedì, 10 agosto, cade la notte di San Lorenzo e, come vuole la tradizione, tutti dovremo stare con il naso all'insù. Obiettivo: intercettare una stella cadente ed esprimere un desiderio, magari preceduto dalla formula "Stella, mia bella stella, desidero che…". Sappiamo che temete un cielo coperto, ma gli esperti del Centro Geofisico Prealpino, che curano il nostro servizio meteo, sono speranzosi: per questa sera il cielo dovrebbe perdere le nuvole, dando il via alle osservazioni. Ancora più terso sarà il cielo di mercoledì, giornata in cui dovrebbe esserci il picco reale di stelle cadenti.Ovviamente, lo ripetiamo anche quest'anno, le stelle cadenti non sono vere e proprie stelle. Pensate che a capire la natura di questo fenomeno è stato proprio l'astronomo milanese Giovanni Virginio Schiaparelli, al quale oggi è dedicato l'Osservatorio varesino di Campo dei Fiori. Nel 1866 Schiaparelli stava effettuando degli studi sull'orbita della cometa Swift-Tutte, che era passata nelle vicinanze del nostro pianeta nel 1862. L'astronomo notò che ad ogni passaggio ravvicinato di Swift-Tuttle si notava il fenomeno delle stelle cadenti: così intuì che questa lasciava dietro di sé dei “detriti”, cioè dei piccoli sassolini o dei granelli di polvere. Questi sassolini, incontrando l'atmosfera terrestre, si bruciavano e sgretolavano, dando vita al fenomeno delle “stelle cadenti”.Ma perché le stelle cadenti sono più frequenti in questa settimana? Tra il 9 e il 16 di agosto di ogni anno, la Terra, durante il suo percorso di rivoluzione intorno al Sole, incontra quella zona dello spazio dove la cometa ha precedentemente lasciato i suoi detriti. La pioggia che ci apprestiamo ad osservare viene tecnicamente chiamata delle “Perseidi”, perché le meteore sembrano prospetticamente arrivare tutte dallo stesso punto nel cielo dove si trova la costellazione del Perseo.

10 ago.2009 Lunedì della XIX Settimana del Tempo Ordinario) S. Lorenzo

Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà”.Gv 12,24-26


Per un confronto personale: ( a cura dei Padri Carmelitani)
• La tua vita esprime il dono di te stesso? È una semina di amore che fa nascere amore? Sei consapevole che per essere seme di gioia, perché ci sia la gioia nel campo di frumento è necessario il momento della semina?
• Puoi dire di aver scelto il Signore se poi non abbracci con lui la croce? Quando si scatena in te la dura lotta tra il «si» e il «no», tra il coraggio e la paura, tra la fede e l’incredulità, tra l’amore e l’egoismo, ti senti smarrito pensando che tali tentazioni non si addicono a chi segue Gesù?

Impegno generoso. Preghiera di Giovanni Paolo II.

Signore Gesù, Pastore Buono, che hai offerto la tua vita, affinché tutti abbiano la vita, dona a noi, comunità credente sparsa in tutto il mondo, l'abbondanza della tua vita e rendici capaci di testimoniarla e di comunicarla agli altri. Signore Gesù, dona l'abbondanza della tua vita a tutte le persone consacrate a te, per il servizio della Chiesa, rendile felici nella loro donazione, infaticabili nel loro ministero, generose nel loro sacrificio; e il loro esempio apra altri cuori a lenire e seguire la tua chiamata. Signore Gesù, dona l'abbondanza della tua vita alle famiglie cristiane, affinché siano ferventi nella fede e nel servizio ecclesiale, favorendo così il sorgere e lo svilupparsi di nuove vocazioni consacrate. Signore Gesù, dona l'abbondanza della tua vita a tutte le persone, particolarmente ai giovani e alle giovani, che tu chiami al tuo servizio; illuminale nelle scelte; aiutale nelle difficoltà; sostienile nella fedeltà, rendile pronte e coraggiose nell'offrire la loro vita, secondo il tuo esempio, affinché altri abbiano la vita. Nella certezza che la Vergine Santissima, Madre di Dio e della Chiesa, vorrà avvalorare con la sua potente intercessione questa supplica e renderla gradita al suo figlio Gesù, invoco su tutti voi, venerati Fratelli nell'Episcopato, sui Sacerdoti, sui Religiosi e sulle Religiose e su tutto il Popolo cristiano, e in particolare sugli Alunni dei Seminari e degli Istituti religiosi, l'abbondanza delle grazie celesti. Di gran cuore imparto la propiziatrice Benedizione Apostolica.

La Moltitudine....P.Girolamo Maria Morreale S.J. Fondatore della Compagnia Maria Santissima Assunta

domenica 9 agosto 2009

09 ago.2009 Domenica della XIX Settimana del Tempo Ordinario

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Gv 6,41-51

OGGI L'EUROPA FESTEGGIA:
Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) Martire

Dichiarata, nel 1999, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa.

....Edith Stein, entra nel 1933 nel Monastero delle Carmelitane di Colonia. "Non l'attività umana ci può aiutare ma solamente la passione di Cristo. Il mio desiderio è quello di parteciparvi "........

Suor Teresa Benedetta della Croce

Martirologio Romano: Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith) Stein, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire, che, nata ed educata nella religione ebraica, dopo avere per alcuni anni tra grandi difficoltà insegnato filosofia, intraprese con il battesimo una vita nuova in Cristo, proseguendola sotto il velo delle vergini consacrate, finché sotto un empio regime contrario alla dignità umana e cristiana fu gettata in carcere lontana dalla sua terra e nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia fu uccisa in una camera a gas.

Vivere nella gioia. preghiera Giovanni Paolo II

Dio, nostro Padre, tu hai tanto amato gli uomini da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, per salvarci e ricondurci a te. Ti preghiamo, Padre buono, dona la tua benedizione anche a noi, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici. Apri il nostro cuore, affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, fare sempre ciò che egli ci chiede e vederlo in tutti quelli che hanno bisogno del nostro amore. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

sabato 8 agosto 2009

O8 ago.2009 Sabato della XVIII Settimana del Tempo Ordinario S. Domenico

Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».Mt 17,14-20
Per un confronto personale (a cura dei Padri Carmelitani)
• Attraverso la meditazione del brano abbiamo osservato come i discepoli si collocano in rapporto all’epilettico e a Gesù stesso. Vi scopri anche il tuo cammino relazionale con Gesù e con gli altri ricorrendo alla potenza della fede?
• Sulla croce Gesù dà testimonianza al Padre e lo rivela totalmente. La parola di Gesù che hai meditato ti chiede l’adesione totale: ti senti ogni giorno impegnato a spostare le montagne del cuore che si frappongono tra il tuo egoismo e la volontà di Dio?

Signore libera dal male. Preghiera Giovanni Paolo II.

Signore Gesù Cristo, redentore degli esseri umani, ci volgiamo al tuo Sacro Cuore con umiltà e onestà, con venerazione e speranza, con un profondo desiderio di darti gloria, onore e lode. Signore Gesù Cristo, Salvatore del mondo, ti ringraziamo per tutto ciò che tu sei e per tutto ciò che fai per il piccolo gregge. Signore Gesù Cristo, figlio del Dio vivente, ti lodiamo per l'amore che ci hai rivelato con il tuo Sacro Cuore, trafitto per noi è diventato la fonte della nostra gioia, la sorgente della nostra vita eterna. Raccolti insieme nel Tuo Nome, che è più in alto di tutti gli altri nomi, ci consacriamo al Tuo Sacro Cuore, nel quale dimora la pienezza della verità e della carità. Signore Gesù Cristo, Re dell'amore e principe della Pace, regna nei nostri cuori e nelle nostre case. Allontana tutti i poteri del male e portaci a dividere la vittoria del Tuo Sacro Cuore. Tutti noi diciamo e diamo gloria e lode a Te, al Padre ed allo Spirito Santo, unico Dio vivente che regnerà per sempre. Amen.

venerdì 7 agosto 2009

07 ago.2009 Venerdì della XVIII Settimana del Tempo Ordinario

Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».Mt 16,24-28
Per un confronto personale
• Chi perde la vita, la trova. Qual è l'esperienza che ho al riguardo?
• Le parole di Paolo: "Quanto a me invece, non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo". Ho il coraggio di ripeterle nella mia vita?

Inno alla vita di Giovanni Paolo II.

La vita è dono meraviglioso di Dio e nessuno ne è padrone, l'aborto e l'eutanasia sono tremendi crimini contro la dignità dell'uomo, la droga è rinuncia irresponsabile alla bellezza della vita, la pornografia è impoverimento e inaridimento del cuore. La malattia e la sofferenza non sono castighi ma occasioni per entrare nel cuore del mistero dell'uomo; nel malato, nell'handicappato, nel bambino e nell'anziano, nell'adolescente e nel giovane, nell'adulto e in ogni persona, brilla l'immagine di Dio. La vita è un dono delicato, degno di rispetto assoluto: Dio non guarda all'apparenza ma al cuore; la vita segnata dalla Croce e dalla sofferenza merita ancora più attenzione, cura e tenerezza. Ecco la vera giovinezza: è fuoco che separa le scorie del male dalla bellezza e dalla dignità delle cose e delle persone; è fuoco che riscalda di entusiasmo l'aridità del mondo; è fuoco d'amore che infonde fiducia ed invita alla gioia.

giovedì 6 agosto 2009

06 ago 2009 Giovedì della XVIII Settimana del tempo Ordinario Trasfigurazione del Signore


Questi è il Figlio mio, l’amato.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. Mc 9,2-10

Preghiera rendici disponibili.

Signore Gesù Cristo, che hai dato la tua vita affinché tutti gli uomini siano salvati e abbiano la vita in abbondanza, mantieni in noi il desiderio della salvezza di tutti coloro che hai affidato al nostro ministero. Rinnova la nostra disponibilità a offrire la riconciliazione con Dio e coi loro fratelli, come san Paolo e san Jean-Manie Vianney. Ti rendiamo grazie per il tuo corpo e il tuo sangue che ci permetti ogni giorno di offrire per la salvezza del mondo, di ricevere in noi, di donare ai nostri fratelli e sorelle e di venerare nelle nostre chiese. Non permettere che i nostri cuori si abituino a questo dono: dacci di vedere in esso il tuo Amore estremo come il Curato d'Ars. Tu che regni col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli.

mercoledì 5 agosto 2009

05 ago. 2009 Mercoledì della XVIII Settmana del Tempo Ordinario

Donna, grande è la tua fede!
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Per un confronto personale ( a cura dei Padi Carmelitani)
• La parola inquietante di Dio ti invita a spezzare le tue chiusure e i tuoi piccoli schemi. Sei capace di accogliere tutti i fratelli che si accostano a te?
• Sei consapevole della tua povertà per essere capace come la cananea di affidarti alla parola salvifica di Gesù?

Preghiere per la Chiesa di Giovanni Paolo II

O Gesù, Buon Pastore, accogli la nostra lode e il nostro umile ringraziamento per tutte le vocazioni che, mediante il tuo Spirito, elargisci continuamente alla tua Chiesa. Assisti i vescovi, i presbiteri, i missionari e tutte le persone consacrate: fa' che diano esempio di vita veramente evangelica. Rendi forti e perseveranti nel loro proposito coloro che si preparano al sacro ministero e alla vita consacrata. Moltiplica gli operai del Vangelo per annunziare il tuo nome a tutte le genti. Custodisci tutti i giovani delle nostre famiglie e delle nostre comunità: concedi loro prontezza e generosità nel seguirti. Rivolgi anche oggi il tuo sguardo su di loro e chiamali. Concedi a tutti i chiamati la forza di abbandonare tutto per scegliere solo Te che sei l'amore. Perdona le incorrispondenze e le infedeltà di coloro che hai scelto. Ascolta, o Cristo, le nostre invocazioni per intercessione di Maria Santissima, Madre tua e Regina degli Apostoli. Lei, che, avendo creduto e risposto generosamente, è stata la causa della nostra gioia, accompagni con la sua presenza e il suo esempio coloro che chiami al servizio totale del tuo regno. Amen!

martedì 4 agosto 2009

04 lug. 2009 Sabato della XIII Settimana T.O San Giovanni Maria Vianney

Comandami di venire verso di te sulle acque.
Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti

Riflessione e Preghiera sull'etica e tecnologia, di Giovanni Paolo II.

Non di sola tecnica vive l'uomo. Il problema etico richiede di essere affrontato con urgenza. Lo esige il grande sviluppo tecnologico, soprattutto là dove si tratta dell'inizio della vita, della sua trasmissione e della sua fine temporale. Non tutto ciò che è materialmente fattibile è anche moralmente lecito, perché non tutto è in armonia con la dignità e il valore dell'uomo. La scienza descrive l'esserci delle cose, ma tace sul loro dover essere. Eppure, proprio tenendo conto dell'ordine etico si può impostare una vita rispondente alle esigenze del vero e del bene. Lo storico muro è caduto, una porta è stata aperta, ma altre ancora resistono ed altre si tenta di richiudere nuovamente con la coercizione e persino con la violenza. L'Europa ha bisogno di essere ripensata alla luce delle sue più vitali tradizioni, delle più antiche e autentiche aspettative dei suoi popoli, che affondano le loro radici nella fede in Gesù Cristo. Questa fede ha sostenuto la speranza di libertà di moltissimi nostri fratelli, rischiarando la lunga notte dell'oppressione. La forza morale e le speranze, che hanno animato questi nostri fratelli, in mezzo a tante sofferenze, non devono ora cedere il passo alla tentazione dello scoraggiamento per le nuove difficoltà o alle suggestioni di nuove forme di prevaricazione sul proprio simile, ma stimolare con nuovo vigore alla ricerca del bene comune, e all'attuazione di una più piena giustizia sociale anche mediante un nuovo diritto internazionale e nuove incisive testimonianze di solidarietà. La storia ha reso gli europei esperti di divisioni dolorose e tragiche: la fede cristiana li deve aiutare a ritrovare i percorsi dell'intesa e della pace.

lunedì 3 agosto 2009

03 ago. 2009 Lunedì della XVIII Settimana del T.O

Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Mt 14,13-21