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SPIRITO SANTO

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"VIENI, .."

BUONA S. PASQUA

BUONA S. PASQUA
La Resurrezione di Gesù porti il Suo Amore nei nostri cuori

Nel Corpo e nel Sangue di Gesù

Ciascun uomo possa "sentire e gustare" la presenza di Gesù e Maria, SS. Madre della Pentecoste, nella propria vita, in ogni attimo della propria giornata.

Nella Vita e nella Parola di Gesù l'uomo trovi la sua vera dimensione e riesca ad esprimerla con Amore e Carità.

Silenzioso Dio

Fatima

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Cappella delle Apparizioni

S. Maria del Cammino





Il Papa venuto da lontano....

Il Papa venuto da lontano....
Dono di Dio per tutti gli uomini

giovedì 30 settembre 2010

30 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II


San Girolamo, Sacerdote e dottore della Chiesa

 La consegna primaria che il Vaticano II ha affidato a tutti i figli e le figlie della Chiesa, è la santità. Non è una consegna di tipo semplicemente esortativo; essa è profondamente radicata dell’indole della Chiesa, corpo mistico di Cristo, i cui membri non possono essere estranei alla linfa santa e santificatrice che lo pervade.
La vocazione alla santità è irrinunciabile.
Nasce nel battesimo, ed è tale da poter essere esercitata in qualsiasi condizione di vita. Nel battesimo, sacramento della rinascita, il seguace di Cristo riceve la santità ontologica, viene costituito nella condizione di nuova creatura attraverso la grazia santificante. È un germe, un seme destinato a svilupparsi in un grande albero mediante le cure personali e il costante aiuto, che Dio, se invocato, non lascia mancare. È un dono, che diventa anche conquista.

[Angelus, 29 marzo 1987] 

mercoledì 29 settembre 2010

29 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II

Santi Michele, Gabriele e Raffaele
“L’indole secolare è propria e peculiare dei laici” (Lumen Gentium, 31).
Con questa affermazione il Concilio scolpisce l’aspetto specifico e distintivo della personalità ecclesiale dei fedeli laici. Membri a pieno titolo del Popolo di Dio e del corpo mistico, partecipi, mediante il battesimo, del triplice ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, i laici esprimono ed esercitano le ricchezze di tale loro dignità vivendo nel mondo. Ciò che per gli appartenenti al ministero ordinato può costituire un compito aggiuntivo o eccezionale, per i laici è missione tipica.
Nel mondo della cultura, della ricerca scientifica, della politica, del lavoro, in tutte le branche della vita societaria, là i figli e le figlie della Chiesa, nella trama degli eventi quotidiani, mettono a frutto i carismi dell’identità cristiana. Lo fanno cooperando lealmente e consapevolmente al progresso cui tende in ogni campo la comunità umana, valutandone costantemente gli orientamenti e i metodi alla luce della visione trascendente, nella convinzione che l’attesa dei nuovi cieli e delle nuove terre “non deve indebolire, bensì deve piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente” (Gaudium et Spes, 39).

[Angelus, 15 marzo 1987]

martedì 28 settembre 2010

28 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II

Il sacerdozio comune dei fedeli è fondato sul sacramento del battesimo. Tutti i cristiani sono sacerdoti in senso vero e proprio. La Rivelazione lo afferma con chiarezza.
La dignità del sacerdozio comune comporta responsabilità, a cui i cristiani devono far fronte nella complessità delle situazioni nelle quali vivono insieme con gli altri uomini e le altre donne. Essi tuttavia non sono abbandonati a se stessi. Il Signore ha istituito il sacramento dell’ordine, che assicura la continuità delle funzioni che egli ha attribuito agli apostoli quali pastori della Chiesa da lui fondata. In ciò consiste il sacerdozio ministeriale, in forza del quale alcuni membri del Popolo di Dio, scelti e chiamati da Dio stesso, vengono insigniti individualmente di una sacra potestà, compiono “il sacrificio eucaristico in persona di Cristo e lo offrono a Dio a nome di tutto il popolo» (Lumen Gentium, 10).
Il magistero conciliare è molto preciso: “Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all’unico sacerdozio di Cristo» (Lumen Gentium, 10).

[Angelus, 8 marzo 1987]

lunedì 27 settembre 2010

Tribute to Chiara Luce: Beata Chiara Badano

27 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II

San Vincenzo de' Paoli, Sacerdote

Chi sono i laici? Nel rispondere il Concilio non intende alludere semplicemente a chi non è sacerdote o religioso e religiosa, quasi per ribadire, in forma negativa, che i laici sono coloro che non appartengono a queste categorie. No. Il Concilio apre una visione nettamente positiva. Si colloca dal punto di vista del “disegno” di Dio contenuto nella rivelazione. E risponde che i laici, insieme con la gerarchia, il clero e i religiosi sono il “popolo di Dio”…. È la Chiesa, questo popolo. Un popolo unito e ordinato. Non una massa informe, un agglomerato di individui incamminati verso diversi destini. Un vero popolo. Cioè una accolta di cristiani e di cristiane, che riconoscono una comune origine della medesima paternità divina, un comune cammino sull’unica strada che è Cristo redentore, una comune meta nell’incontro definitivo e beatificante con Dio. I laici sono a tutti gli effetti membri di questo popolo privilegiato. In esso “nessuna ineguaglianza... per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione sociale o al sesso...; comune è la dignità dei membri, comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione”. Come in ogni organismo vivo, nel “popolo di Dio” c’è - non potrebbe non esservi - diversità di compiti. Tuttavia “vige una vera uguaglianza riguardo alla dignità e all’azione comune a tutti” (Lumen Gentium, 32).

[Angelus, 22 febbraio 1987]

domenica 26 settembre 2010

26 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II

L’applicazione delle direttive del Concilio circa il laicato cattolico ha reso più incisiva la presenza ecclesiale nel nostro tempo. Ma accanto alle luci non sono mancate le ombre. Un esame obiettivo della situazione nel suo insieme attesta che le difficoltà maggiori e certe polarizzazioni riguardanti sia la dottrina che l’applicazione dei documenti conciliari sono derivate da visioni parziali, da interpretazioni frammentarie ed equivoche, spesso contrarie allo spirito del Concilio e disattente alle precisazioni che il magistero ecclesiale è andato puntualmente offrendo.
La conseguenza è stata che, insieme con intuizioni e proposte interessanti e valide, sono emerse anche interpretazioni discutibili, che hanno creato confusione circa l’autentica natura della vocazione laicale. Sono stati accentuati alcuni aspetti a danno di altri: ciò ha ingenerato estremismi di segno opposto, o situando la funzione laicale esclusivamente all’interno delle strutture gerarchiche o disancorando l’impegno culturale-sociale del laico dalla fede religiosa, e finendo così per mortificare la vitalità dell’intero organismo della Chiesa. I fermenti positivi, tuttavia, prevalgono ampiamente sulle spinte negative. Maria santissima, che invochiamo col dolce titolo di “Aiuto dei cristiani”, sia a tutti di sostegno nell’urgente compito.

[Angelus, 15 febbraio 1987]

sabato 25 settembre 2010

25 settembre 2010 Un pensiero al giorno di Giovanni Paolo II

La “Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo” ha profonde radici nel Concilio Vaticano II che ha presentato i fedeli laici come membri attivi e responsabili della Chiesa, investiti della sua missione di salvezza. Lo ha fatto sia sul piano dottrinale come su quello pastorale, nel contesto della “ecclesiologia di comunione” che pervade tutti i suoi testi, così che in ognuno di essi è presente il ruolo del laicato. In tal modo ha dato una impostazione nuova, eminentemente positiva, alla funzione dei laici nel tessuto del “popolo di Dio” e del “corpo mistico di Cristo”; ha aperto larghe prospettive ai loro peculiari carismi e alla loro creatività.
Uno dei fenomeni positivi più comunemente avvertito è lo sviluppo dell’associazionismo sia nel mondo degli adulti che fra la gioventù. La consapevolezza che anche i fedeli laici sono costituzionalmente Chiesa, si è radicata più a fondo e più estesamente anche nelle altre componenti del “popolo di Dio”, soprattutto nella gerarchia, alla quale il Concilio ha assegnato come obbligo impellente di promuovere sinceramente il concreto riconoscimento della dignità dei laici.

[Angelus, 8 febbraio 1987]